Thursday, September 13, 2007

THE WITCH AND THE BARBER

Mentre salgo la scalinata dell’Opera House nel mio lungo abito da sera e guardo le luci della City riflettersi sull’acqua, non riesco a immaginare luogo più perfetto per assistere a un’opera lirica. Tanto sono inebriata dalle luci e dall’atmosfera che quasi mi astengo dal fare commenti sulle curiose interpretazioni della parola “eleganza” di alcuni spettatori mentre sorseggio un drink nel foyer. Varcato l’ingresso della sala i miei occhi vengono rapiti dalla coloratissima ed elaborata scenografia, dopodichè mi guardo intorno e… “Però. Me l’immaginavo più grande il teatro. Beh, poco importa, si vede meglio il palco. Non vedo l’ora di sedermi e… aspetta un attimo. Poltroncine rigide ribaltabili color marroncino chiaro anni ’60 con imbottitura al limite dell’essenziale in stile cinema-mai-rinnovato-in-cui-non-metto-più-piede-perché-solo- i-multisala-hanno-poltrone-degne-di-tale-nome?! E io dovrei restare seduta qui per tre ore?!”

Ma poi le note di Rossini inondano la sala e la magia ricomincia. E mentre mi pare di sentire le silenziose imprecazioni di D. che cerca inutilmente di trovare una posizione comoda sulla poltrona, ringrazio il cielo di non essere alta un metro e ottantacinque e di poter ascoltare Figaro cantare senza dovermi mettere le ginocchia in bocca.

Ironia a parte, non vedo l’ora di tornarci! :)

*kiss*